sabato, 20 febbraio 2016
Salve buongiorno, volevo chiederle alcune cose in merito al cross linking cosa che purtroppo anche se a molti cheratoconici ha dato benefici a me purtroppo ha peggiorato la situazione, ho 26 anni e 2 anni fa, il 13 Febbraio 2014 su richiesta del medico ho effettuato il cross linking all'occhio destro (unico occhio vedente) il sinistro è un 4 stadio e non vedo nulla, effettuato l'intervento non ci ho più visto bene (immagini sdoppiate, abbagliamenti su fonti luminose, fotofobia e quant'altro) purtroppo questo intervento mi ha rovinato la vita, oggi per andare avanti devo usare lenti a contatto semi-rigide per migliorare la situazione ambo gli occhi, ma le aberrazioni nel visus ci sono comunque, secondo Lei cosa potrebbe essere successo? Il medico che mi ha operato non dava molta importanza a ciò ma solo che la malattia si fosse bloccata, circa un anno fa ho effettuato un Aberrometro e sono uscite aberrazioni molto marcate sull'occhio destro e il medico che mi ha effettuato tale esame, presume anche lui che sia stato il cross linking a peggiorarmi la visione, come terapia chirurgica non mi ha prospettato nulla in quanto nemmeno con un intervento laser customizzato posso risolvere il problema! ora chiedo a Lei come potrei risolvere questo problema che mi affligge da anni e non mi consente più di vivere la mia vita in modo sereno?

Salve. Ho letto con attenzione quanto scritto ed ho cercato di entrare nella situazione specifica in base alle informazioni trasmesse che sono, comunque, molto scarse. Non sappiamo, infatti, lo stadio del cheratocono e nemmeno la tecnica chirurgica usata. Innanzitutto devo precisarle che il cross-linking è un trattamento innovativo che tende a stabilizzare la cornea ostacolando una, altrimenti inevitabile, progressione del  cheratocono. Quindi si tratta di arrestare o rallentare la progressione stessa.                                                                                                                                                       

Le diverse metodiche di intervento consentono di agire su stadi iniziali di cheratocono (stadio I-II o III in casi selezionati) a seconda delle condizioni (spessore, opacità ecc) della cornea. Non si attua sicuramente cross-linking su stadio IV. Il cross-linking non è un intervento di refrattiva, anche se molto spesso si assiste ad un possibile lento miglioramento della vista.  Tanto più tardi si interviene, tanto più probabile è l’insuccesso dell’intervento per quanto riguarda l'aspetto refrattivo. Questo va chiarito bene perché capita spesso di trovarsi di fronte a pazienti con aspettative eccessive verso la metodica.

Disturbi più o meno evidenti si possono osservare dopo e a seconda dell’intervento, ma essi tendono a scomparire spontaneamente o con l’ausilio di terapia specifica.                                            

Cosa sia successo nel suo caso si dice male con i dati forniti. Parlare di aberrazioni corneali elevate é scontato. Dire con certezza che é stato il cross-linking la causa di tutto ciò è discutibile. Se ci pensa nell'occhio sinistro vede ancora peggio e non ha fatto nessuna terapia: la causa dei suoi problemi é comunque il cheratocono! Forse l'intervento non è riuscito a rallentarne sufficientemente la progressione che a 24 anni é molto probabile.

Comunque dire che non può fare più nulla é sbagliato: una caratteristica del cross-linking é proprio quella di non impedire altre terapie del cheratocono.

Se non ha risultati soddisfacenti con le lenti gas-permeabili può considerare quelle mini sclerali o quelle sclerali propriamente dette.

Ci sono poi gli inserti intrastromali che possono regolarizzare la curvatura corneale e stabilizzare ancora di più il cheratocono. Infine, c'è la cheratoplastica nelle sue varianti che può consentire livelli di visione egregi anche nell'occhio sinistro.

Capisco che forse ha maturato una certa diffidenza verso ulteriori metodiche innovative ma le consiglio di vagliarle il tutto con il suo Oculista, che conosce bene il suo caso, e di seguire il suo consiglio.  

 

Un cordiale saluto 

 

Dr. Roberto Volpe, Oculista